
Recensione
Inizio con il dire che sono davvero una scema, perché solo quando ho finito di leggerlo mi sono resa conto che è la stessa scrittrice di Call Me Michael 🤣. Non so quale dei due sia stato scritto prima, ma trovo che, come scrittura, Call Me Michael sia più profondo. Tuttavia non possiamo paragonarli, essendo due generi diversi.
Questa storia mi è piaciuta tanto: ho trovato la scrittura molto scorrevole e leggera. L’ho letta tutta in poco più di due giorni perché, con le bimbe, non riesco a leggere molto, ma sicuramente l’avrei letta in un solo giorno. Mi piace molto lo stile dell’autrice e voglio recuperare le sue altre storie.
Ho amato due aspetti di questo libro. Il primo è che è ambientato a Roma, la città che mi ha adottata da otto anni; quindi leggere è stato ancora più facile, perché potevo immaginare i luoghi e le avventure vissute dai protagonisti. Il secondo è Lorenzo, il protagonista maschile: lui si definisce “coatto” (rozzo, dalla parlata volgare e che vive nelle zone suburbane, nelle borgate), ma è proprio questo suo lato che ho apprezzato tanto, perché vive nella semplicità e si nota chiaramente come cambi durante la lettura, soprattutto nei capitoli finali e nell’epilogo, che è straordinario.
Ludovica, invece, la protagonista femminile, in alcuni tratti non la sopportavo. Abituata a uno stile di vita diverso, si comporta in determinati modi; ma anche la sua essenza e il suo modo di essere cambiano, crescono e maturano.
Un’altra cosa che ho amato è il messaggio che non bisogna mai fermarsi alle apparenze o giudicare una persona dalla famiglia, perché noi non siamo loro, e non è come ci mostriamo che definisce la nostra essenza.
Complimenti davvero, mi è piaciuto molto.
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto?
Grazie all’autrice e alla CE @chrysalidepublishing_ per aver reso disponibile questa storia tramite lo Stuff Your Kindle Day.
Trama
Ludovica Mancini ha diciassette anni, una testa sulle spalle e fuma qualche sigaretta di troppo. Non transige sulla maleducazione e attacca con la sua lingua velenosa chiunque osi sbarrarle la strada. È una che sa farsi notare.
Infatti, Lorenzo l’ha notata eccome.
Lorenzo Castelli è tutt’altra storia: un vero e proprio guaio che cammina. Diciannove anni, tre bocciature alle spalle, ancora deve capire la differenza tra italiano e dialetto romano.
Sullo sfondo di una Roma eterna, dove il liceo classico Giosuè Carducci si divide in centrale e succursale, Lorenzo e Ludovica finiscono in classe assieme e separarli diviene quasi impossibile.
Quasi.
